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15 Feb, 2009

Assunzione sostanze dopanti, classi, sostanze ed insoddisfazione del corpo

Scritto dal Dott. Matteo Simone

Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche terapeutiche, non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare:
-le condizioni biologiche dell’organismo al fine di migliorare le prestazioni agonistiche degli atleti;
-i risultati dei controlli sull’uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche suddette.
Le motivazioni che stanno alla base di questo fenomeno spaziano dalla ricerca di un miglioramento delle prestazioni sportive, agli aspetti puramente estetici e di riduzione del grasso nei body builder.
La considerazione che si deve fare è che nella gara sportiva oggi si è arrivati ad un agonismo così spinto, ad interessi economici così grossi che l’atleta cerca ogni mezzo per migliorare la sua prestazione. Anzi, l’atleta riporta di sentirsi “costretto” a fare questo, perché i tifosi richiedono, i giornali criticano le scarse prestazioni, gli allenatori spingono perché l’atleta abbia sempre un rendimento maggiore.
L’utilizzo degli Steroidi Anabolizzanti (SA) da parte degli atleti al fine di aumentare artificialmente le proprie prestazioni fisiche, è attualmente la forma più diffusa di doping. All’inizio l’autoprescrizione degli SA riguardava solo atleti d’élite praticanti sport di potenza, ma in seguito si estese a macchia d’olio alle altre discipline sportive ed anche ad atleti amatoriali. Gli SA vennero banditi come sostanze proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sin dal 1976, ma il loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel mondo dello sport, soprattutto nelle palestre di body building dove vengono assunti al solo scopo di migliorare l’aspetto fisico. La percentuale di utilizzo di SA tra gli studenti delle scuole superiori si aggirerebbe tra  l’1 ed il 3% .
Tra gli adolescenti, l’uso di steroidi è tipicamente motivato da benefici a breve termine, includendo il desiderio di aumentare la forza e il rendimento atletico e il desiderio di migliorare l’aspetto. In generale, gli utilizzatori di steroidi che sono atleti sono più propensi ad usare steroidi per motivi legati al rendimento atletico, mentre gli utilizzatori che non sono atleti sono più motivati da preoccupazioni relative l’aspetto.
In uno studio condotto in West Virginia, la ragione riportata più frequentemente per l’uso di steroidi era di “migliorare l’aspetto - sembrare più grandi o migliori”(43%). Questa risposta era stata data il doppio di volte rispetto alla seconda risposta più comune che era “migliorare il rendimento sportivo” (22%). Questo dato, unito al fatto che il 36,8% degli utilizzatori di steroidi non praticavano alcuna attività sportiva, suggerisce che l’abuso di steroidi anabolizzanti si è diffuso nella popolazione adolescente generale e che ottenere un vantaggio nello sport non è la ragione dominante per gli adolescenti che usano questi aiuti .
La presentazione dei mass media del fisico desiderato per entrambi uomini e donne è cambiata durante gli ultimi 50 anni. L’immagine del corpo è stata a lungo un soggetto di ricerca e la maggior parte degli individui sono risultati essere infelici in qualche modo con il loro corpo.  E’ stato notato che queste immagini possono avere degli effetti sullo sviluppo di disordini alimentari nelle donne. Hilde Bruch (1962) è ritenuto essere il primo a riconoscere le esperienze disfunzionali di immagine del corpo come una caratteristica centrale dei disordini alimentari, particolarmente l’anoressia nervosa. Decine di indagini hanno rivelato associazioni tra disturbi dell’immagine del corpo e problematiche di comportamenti e attitudini alimentari. Non solo c’è evidenza che le esperienze di immagine corporea predicono la gravità delle problematiche alimentari, studi successivi e strutturali anche indicano i disturbi dell’immagine corporea come precursori dei disordini alimentari. Come Bruch all’inizio sostenne, il miglioramento dell’immagine distorta è necessario per l’effettivo trattamento dei disordini alimentari.
La letteratura riguardante gli uomini, l’immagine del corpo, e l’uso di SA sembrerebbe supportare la considerazione della genesi di un simile problema “al rovescio” negli uomini dove la risposta all’ansia riguardante l’immagine del corpo potrebbe essere di prendere gli SA.
Il corpo maschile ideale muscoloso diffuso dai mass media è un obiettivo estremo che non è né ottenibile dalla maggior parte degli uomini né richiesto per una salute ottimale. Sia gli adolescenti che gli adulti possono inseguire attività malsane per raggiungere questo obiettivo. Alcuni dei problemi che ne scaturiscono possono includere insoddisfazione corporea, disordini alimentari, e uso di steroidi e integratori dietetici non testati.

STIMOLANTI
Generalmente agiscono sul sistema nervoso centrale (S.N.C.) esaltando lo stato di vigilanza, accrescendo l’attenzione, riducendo il bisogno del sonno e della fame, aumentando la competitività, l’aggressività e diminuiscono il senso di affaticamento.
In questo gruppo vengono considerate anche alcune sostanze come l’Efedrina, l’Adrenalina e loro derivati; queste, pur non agendo specificamente sul S.N.C., riescono comunque a migliorare le prestazioni fisiche in quanto, attraverso la stimolazione del sistema nervoso autonomo, migliorano e favoriscono la respirazione, innalzano la pressione sanguigna ed incrementano la forza contrattile del cuore con un maggiore apporto di sangue e quindi di ossigeno alla muscolatura scheletrica.
Questi farmaci possiedono effetti collaterali abbastanza comuni, come:
-agitazione motoria, irritabilità, vertigini, disturbi del sonno;
-stanchezza fisica e depressione dell’umore una volta svaniti gli effetti della somministrazione;
-palpitazione cardiaca, sudorazione profusa, secchezza delle fauci, difficoltà alla minzione, nausea, vomito, tremori;
-assuefazione, tossicomania;
-collassi, convulsioni ed addirittura la morte qualora la dose sia eccessiva (overdose).

NARCOTICI
Sono utilizzati nella pratica dell’attività sportiva, soprattutto per la loro potente azione analgesica.
Sono sostanze che agiscono sul S.N.C. per alterare, anche se con diversa intensità di azione, la soglia del dolore allo scopo di sopprimerlo o mitigarlo. Molte di queste sostanze accanto alla analgesia provocano anche un’azione calmante e rilassante ed inducono un tipico stato di euforia che si esaurisce con la successiva somministrazione.
Gli effetti collaterali più comuni sono: vertigini; disturbi gastrointestinali (mal di stomaco, vomito, ecc.), sonnolenza, difficoltà respiratorie, accresciuta affaticabilità, assuefazione, dipendenza fisica, crisi di astinenza in caso di sospensione del farmaco, morte per narcotismo acuto e per dosi eccessive (es. morfina) .
STEROIDI ANABOLIZZANTI (SA)
Per molto tempo nessuno ha potuto affermare con certezza che doparsi fosse utile agli atleti. Al di là degli effetti sulla massa muscolare, per anni i medici sportivi si sono chiesti se gli ormoni anabolizzanti fossero davvero in grado di migliorare la prestazione. La risposta è arrivata il 4 luglio 1996, sul New England Journal of Medicine. Shalender Bhasin della Charles Drew University of Medicine and Science di Los Angeles ha suddiviso quarantatré uomini in quattro gruppi, e li ha sottoposti a quattro diversi trattamenti: placebo con e senza esercizio fisico, e testosterone (600 milligrammi alla settimana per dieci settimane consecutive) senza e con esercizio. Conclusione: il testosterone, soprattutto se associato all’esercizio, aumenta, oltre alle dimensioni, anche la forza del muscolo.
L’impiego degli steroidi anabolizzanti al fine di esaltare le capacità atletiche è con ogni probabilità il fenomeno doping più diffuso e consistente mai registrato.
L’azione anabolizzante consiste nello stimolo della sintesi delle proteine di alcuni tessuti ed in particolare dei muscoli. Essa comporta una ritenzione dell’azoto introdotto con gli alimenti nell’organismo, superiore all’escrezione (bilancio azotato positivo), nonché l’accrescimento delle masse muscolari; il peso corporeo aumenta senza che a ciò contribuisca un incremento del tessuto adiposo .
Gli SA vengono assunti a cicli (cycling), con periodi di assunzione di 8-12 settimane, ripetuti dopo 6-10 settimane di wash-out. Il dosaggio degli SA viene aumentato progressivamente nelle prime settimane sino a raggiungere il massimo a metà del ciclo e poi ridotto progressivamente. E’ inoltre frequente il fenomeno dello stacking, cioè il ricorso contemporaneo a due o più preparati, sia per via orale che per via parenterale, a dosi sovraterapeutiche .
Effetti nocivi dovuti alla somministrazione di SA sono stati riscontrati sia nei pazienti in trattamento con dosi fisiologiche di SA per varie patologie, sia ed in maniera ancor più evidente, negli atleti dopati con dosaggi sovraterapeutici.
In generale gli effetti tossici degli SA, tranne forse quelli sul miocardio, sono di breve durata e reversibili, dopo sospensione di questi composti, nell’arco di alcune settimane. Molti atleti assumono SA in modo quasi continuativo per lunghi periodi di tempo, per cui tali effetti nocivi possono divenire stabili e costituire un serio rischio per la salute.
Clinicamente nell’uomo adulto si verifica: ingrandimento delle ghiandole sebacee e della loro secrezione di sebo con sviluppo di lesioni acneiche ed alopecia; ipotrofia testicolare con alterazioni delle spermatogenesi (oligo-astenospermia) e conseguente compromissione della fertilità; ipertrofia prostatica; ginecomastia; aumento della libido e della potenza sessuale. Nel periodo di wash-out si registra un calo importante della libido e della potenza sessuale.
Nella femmina adulta l’assunzione di SA determina uno stato di virilizzazione con elevati livelli di testosterone circolante, caratterizzato da: irsutismo; acne; abbassamento del tono di voce per alterazione delle corde vocali; ipertrofia clitoridea; diminuzione del volume mammario; irregolarità mestruali; aumenti dell’aggressività e della libido; calvizie di tipo maschile. Tali modificazioni sono reversibili, tranne l’ipertrofia clitoridea e le modificazioni del timbro vocale, che tendono a permanere nel tempo, anche dopo sospensione dei farmaci. Gli SA durante la gravidanza, a causa della loro capacità di attraversare la placenta, possono determinare virilizzazione dei feti femmina.
Negli utilizzatori di SA sono stati riportati cambiamenti della personalità che vanno da un’aumentata irritabilità, a comportamenti violenti ed antisociali, sino ad alcune segnalazioni di vere e proprie psicosi. In genere tali disturbi del comportamento ritornano alla norma dopo sospensione degli SA. Recenti lavori indicano che l’utilizzo di SA si associa frequentemente con l’abuso di altre droghe quali cocaina, eroina, alcol, marijuana e sigarette. L’uso di SA sembra inoltre associato anche ad altri comportamenti a rischio, quali il pensiero suicidio, l’intraprendere rapporti sessuali non protetti, il guidare in stato di ebbrezza, il possedere un’arma. Sono stati riportati infine alcuni casi di AIDS contratto tramite lo scambio di siringhe infette, utilizzate dagli atleti per le iniezioni intramuscolari.
Negli atleti, in genere giovani body builders utilizzatori di steroidi ed elevati dosaggi e per lunghi periodi di tempo, sono stati riportati almeno una trentina di seri eventi cardiovascolari, prevalentemente a livello cardiaco, quali infarto miocardico acuto, scommpenso cardiaco e morte improvvisa aritmica .

DIURETICI
Potenziano l’escrezione urinaria dell’acqua e del sodio.
Gli effetti collaterali sono:
-iperglicemia;
-riduzione del volume plasmatico circolante;
-ipopotassiemia, con turbe cardiache che possono arrivare anche al blocco.
I diuretici possono essere assunti a scopo dopante per tre ragioni:
-ottenere una rapida riduzione del peso corporeo (per gli sport dove esistono limiti di peso);
-produrre una rapida riduzione della concentrazione dei farmaci dopanti nelle urine;
-accelerare i processi di eliminazione delle sostanze dopanti
nell’organismo.

AUTOEMOTRASFUSIONE ED ERITROPOIETINA
Per autoemotrasfusione (AET) (anche indicata con i termini: doping ematico, emodoping, eritrocitemia indotta) si intende il prelievo di sangue da un atleta e la successiva reinfusione nello stesso individuo di globuli rossi (più raramente di sangue intero) al fine di aumentare la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
Per molto tempo è stata utilizzata la emotrasfusione omologa, cioè la trasfusione di sangue compatibile con quello del soggetto ricevente, ma proveniente da un altro individuo. Tale tecnica è stata abbandonata perché dipendeva necessariamente dalla presenza di un donatore ed esponeva maggiormente ai rischi infettivi e di incompatibilità legati alla trasfusione. Gli sport nei quali è stata prevalentemente usata o sperimentata l’AET sono quelli di fondo, a prescindere dalla specialità (sci, maratona, ciclismo) essendo attività fisiche la cui pratica è resa possibile grazie a fonti energetiche di tipo ossidativo, che utilizzano, cioè, l’ossigeno del sangue.
La necessità di ridurre al minimo le complicanze legate alla trasfusione di sangue e il notevole sviluppo delle tecniche di biologia molecolare e di ingegneria genetica hanno reso disponibile l’eritropoietina, un fattore di crescita di origine renale che regola la produzione dei globuli rossi.
L’effetto collaterale più importante delle trasfusioni di sangue è il rischio di infezioni, che è stato ridotto dalla sostituzione della trasfusione omologa con l’AET ed eventualmente dall’uso dell’eritropoietina.
Eritropoietina ricombinante. In seguito all’isolamento e alla purificazione dell’eritropietina da urine umane nel 1977, è stato possibile negli anni Ottanta identificare il gene da cui dipende la sintesi di questo ormone ed ottenerne il prodotto mediante tecniche di ingegneria (eritropoietina ricombinante o epoietina).
E’ prudente non sottovalutare i pericoli potenziali di questo farmaco, legati essenzialmente all’aumento dell’ematocrito e della viscosità del sangue: ipertensione, insufficienza cardiaca, ictus cerebrale, infarto miocardico.
Secondo una indagine promossa nel 1988 dal CONI e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, il 7% degli atleti italiani ricorrerrebbe a pratiche di AET. Queste percentuali si raddoppiavano se il doping veniva considerato come fatto occasionale.
Grande scalpore suscitò nel 1985 la rivelazione del Comitato Olimpico Statunitense secondo cui 7 dei 24 membri della squadra olimpica ciclistica USA, tra cui 4 premiati, avevano ricevuto trasfusioni di sangue per migliorare le loro prestazioni nelle Olimpiadi di Los Angeles.
Condannato dalla Commissione Medica del Comitato Internazionale Olimpico nel 1976, il ricorso alla AET è oggi ufficialmente vietato, insieme a quello dell’eritropoietina.

I BETA-BLOCCANTI
In seguito alla messa a punto di adeguate analisi antidoping, il Comitato Internazionale Olimpico nel 1985 ha decretato il bando sportivo di questi prodotti in specialità quali il pentatlon moderno, i tuffi, il tiro con l’arco e le armi da fuoco, ed il salto con gli sci.           
I laboratori accreditati dal comitato Nazionale Olimpico dal 1986 al 1989 hanno eseguito annualmente da circa 39 mila a 52 mila analisi, con una positività totale per tutti i prodotti proibiti oscillante attorno al 2%: solo una trentina di riscontri hanno riguardato i beta-bloccanti per ciascuno dei primi due anni, per poi scendere ad otto e sei, rispettivamente nell’88 e nell’89  .
Gli effetti collaterali sono:
- scompenso cardiaco;
- disturbi della conduzione elettrica;
- ipotensione;
- ischemie periferiche;
- broncospasmo;
- ipoglicemia;
- depressione psichica;
- allucinazioni, insonnia, astenia;
- impotenza sessuale;
- notevole senso di affaticamento .

All’inizio l’autoprescrizione degli Steroidi Anabolizzanti (AS) riguardava solo atleti d’élite praticanti sport di potenza, ma in seguito si estese a macchia d’olio alle altre discipline sportive ed anche ad atleti amatoriali. Il loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel mondo dello sport, soprattutto nelle palestre di body building dove vengono assunti al solo scopo di migliorare l’aspetto fisico .
L’uso di droghe illecite tra i giovani negli Stati Uniti è diminuito negli anni passati; durante questo stesso periodo, c’è stato un incremento dell’uso di steroidi anabolizzanti tra gli adolescenti maschi e femmine. Dati recenti indicano che, dal 1998 al 1999, la percentuale di utilizzatori di steroidi dei frequentatori di scuola di 10° grado sono aumentati dal 2% (nel 1998) al 2,7% (nel 1999). Mentre l’uso di steroidi anabolizzanti è aumentato nell’adolescenza di entrambi i sessi, è comune più del doppio negli adolescenti maschi che nelle femmine. Infatti lo studio di una popolazione che includeva 4746 adolescenti di scuole medie e superiori del Minnesota, equamente divisi per sesso (50,2% maschi, 49,8% femmine) evidenziò che gli adolescenti maschi erano più propensi delle adolescenti di sesso femminile di ammettere di aver usato steroidi anabolizzanti per aumentare i muscoli negli ultimi 12 mesi (5,4% e 2,9% rispettivamente).
Tra gli adolescenti, l’uso di steroidi è tipicamente motivato da benefici a breve termine, includendo il desiderio di aumentare la forza e il rendimento atletico e il desiderio di migliorare l’aspetto. In generale, gli utilizzatori di steroidi che sono atleti sono più propensi ad usare steroidi per motivi legati al rendimento atletico, mentre gli utilizzatori che non sono atleti sono più motivati da preoccupazioni relative l’aspetto.
Gli ultimi 20 anni hanno visto ricerche sostanziose legate all’ideale magro di bellezza femminile diffuso nei mass media con un aumento di problemi di salute tra le ragazze adolescenti e le donne, includendo l’insoddisfazione del corpo e i disordini alimentari.
Un analisi del contenuto delle 10 riviste più popolari tra le persone tra i 18 e i 24 anni evidenziò che le riviste lette dagli uomini (Sports illustrated, Playboy, Newsweek, National Geographic, Rolling Stone, Penthouse, Life, Field and Stream, Jet, e Gentlemen’s Quarterly), diversamente da quelle lette dalle donne, contenevano più articoli sulla forma fisica che sulla dieta. Gli autori suggeriscono che le pubblicità il contenuto di articoli dei mass media possono giocare un ruolo importante nel persuadere le donne ad essere preoccupate primariamente con il peso e gli uomini a focalizzarsi sul cambiamento della forma fisica .
L’immagine del corpo è stata a lungo un soggetto di ricerca e la maggior parte degli individui sono risultati essere infelici in qualche modo con il loro corpo.
Generalmente le donne vogliono essere 7 libbre più leggere, avere fianchi e vita più piccoli, braccia e gambe più magri, e avere nasi più piccoli. Gli uomini vogliono essere 3 libbre più pesanti, più alti, avere spalle più ampie, braccia e gambe più spesse, avere menti più larghi, e orecchie più piccole. Entrambi vogliono avere petti più larghi. E’ emerso che gli uomini sono insoddisfatti  con loro stessi dalla vita in su e a parte il loro petto le donne sono insoddisfatte con i loro corpi dalla vita in giù. Queste conclusioni sono consistenti nelle varie ricerche, e corrispondono anche agli attributi fisici che noi consideriamo molto nel sesso opposto. La pressione all’aspetto “buono” appare essere sia interna che esterna. Nelle donne questa pressione è stata considerata contribuire allo sviluppo di disordini alimentari. Negli uomini, e in una più piccola proporzione di donne, può aver contribuito all’uso di AS  .
    
L’Ideale del Corpo Femminile e Maschile
La società occidentale è stata criticata per la sua enfasi sul fisico snello e gli stereotipi negativi delle figure obese. E’ stato suggerito che questo ha dato come risultato un’insoddisfazione nella figura del corpo e preoccupazioni con il peso tra la popolazione femminile. Questa insoddisfazione è stata considerata la causa principale delle attitudini negative nei confronti dell’alimentazione, una preoccupazione con il peso e la dieta, e il diffondersi dei disordini dell’alimentazione nella società occidentale.
Gli standard socioculturali di bellezza per gli uomini enfatizzano la forza e la muscolosità. I ragazzi preferiscono il tipo mesomorfo (ben proporzionato, costituzione media), piuttosto che magro o grasso. All’interno della categoria mesomorfo, una maggioranza preferisce il tipo di corpo mesomorfo muscoloso, un “uomo muscoloso” a forma di V – tipo di corpo “caratterizzato da petto ben sviluppato, braccia muscolose e spalle larghe assottigliandosi con una vita stretta”. Gli uomini che corrispondono a questi ideali sono considerati più attraenti e ricevono più benefici sociali.
Il corpo maschile con spalle ampie e fianchi stretti era idealizzato nell’arte dell’antica Grecia e Romana. Nella metà del 1800, comunque, l’attenzione si spostò al corpo femminile, e dalla fine degli anni ’80, il corpo maschile era raramente idealizzato nell’arte. Il focus sul corpo maschile riemerse negli anni ’80 e ’90, quando immagini idealizzate di uomini nudi o semi nudi divenivano comuni nei principali mass media occidentali. Il corpo maschile muscoloso è ora presente in numerose pubblicità, assieme con uno magro, versione del corpo ideale femminile.
Pope e al. suggeriscono che il corpo ideale maschile muscoloso correntemente caratterizzato nei mass media rappresenta un aspetto da “superuomo” che è possibile raggiungere con lo sviluppo di steroidi anabolizzanti .
L’ideale maschile muscoloso è anche evidente in molti altri mass media per adolescenti maschi, inclusi televisione e cinema. Uno studio che identificò gli attori e le attrici preferiti tra gli adolescenti riscontrò che Arnold Schwarzenegger, Jean Claude Van Damme, Sylvester Stallone, Steven Segal, e Wesley Snipes erano tutti inclusi nella lista dei primi 10 preferiti dagli  adolescenti maschi. Nessuno di questi attori muscolosi facevano parte della lista dei primi 10 preferiti dalle adolescenti.
Una volta un notevole numero di problemi di salute era associato con l’aumento del tasso di obesità, il corpo maschile ideale muscoloso diffuso dai mass media può essere visto come un effetto positivo nell’aver promosso l’attività fisica includendo un coinvolgimento negli esercizi di atletica e coi pesi. Comunque, il crescente ideale muscoloso, è un obiettivo estremo che, come il corpo ideale femminile magro e alto, non è né ottenibile dalla maggior parte degli uomini né richiesto per una salute ottimale. Infatti, sia gli adolescenti che gli adulti possono inseguire attività malsane per raggiungere questo obiettivo. Alcuni dei problemi che ne scaturiscono possono includere insoddisfazione corporea, disordini alimentari, e uso di steroidi e integratori dietetici non testati.

Insoddisfazione del Corpo e comportamenti nocivi di controllo del peso
La gente sta attenta ai valori della società per il loro concetto di bellezza ideale. Nelle recenti decadi, dal momento che aumenta la differenza tra il peso della donna e l’ideale percepito, le donne esprimono una grande insoddisfazione relativa ai loro corpi. Vedendo le immagini delle indossatrici, le donne si descrivono essere meno soddisfatte con il loro aspetto fisico e il peso. Quando sono esposte alle immagini delle indossatrici, le donne con attitudine alimentari più disadattate tendono a sopravvalutare le dimensioni del loro corpo a un livello più grande .
Durante la pubertà, la forma del corpo cambia, con le adolescenti che sviluppano i fianchi e gli adolescenti maschi le spalle. Dopo lo scatto di crescita puberale, gli adolescenti maschi sono più alti e più pesanti delle loro controparti femmine ed hanno anche forza e muscolatura più grande.
Le ricerche sullo sviluppo normale degli adolescenti indicano che le donne sperimentano più insoddisfazione corporea degli uomini. Mentre le adolescenti sperimentano una diminuzione dei sentimenti di attrazione, gli adolescenti maschi sperimentano un miglioramento dell’umore e dell’immagine corporea e un aumento di soddisfazione del loro peso. Questa scoperta non è sorprendente, dato che i cambiamenti fisici della pubertà spesso portano adolescenti maschi più vicini all’ideale di corpo maschile mentre distanziano le adolescenti dallo standard socioculturale magro di bellezza per le donne .
Alti tassi di insoddisfazione corporea e comportamenti di diete sono stati ben documentati tra giovani adolescenti. Recentemente, è stato dimostrato che i ragazzi non sono esenti da queste preoccupazioni. Uno studio dei ragazzi Britannici di 9-10 anni riscontrò che il 41% delle ragazze preferivano una forma del corpo più magra mentre il 41% dei ragazzi preferivano una forma più larga. 
La prevalenza dell’insoddisfazione corporea tra tutti i ragazzi era emersa. Esattamente una metà dei ragazzi volevano pesare di meno e oltre un terzo desiderava una forma del corpo più magra. Il 16% di tutti i ragazzi riportarono di aver perfino tentato di perdere peso. Questi dati suggeriscono che, dall’età di 8-13 anni, alcuni ragazzi già credono di poter star meglio pesando di meno. In uno studio longitudinale di ragazze adolescenti, Attie e Brooks-Gunn (1989) trovarono che avere sentimenti negativi riguardo i loro corpi era l’unico predittore significativo di problemi d’alimentazione 2 anni più tardi. Questa conclusione era confermata in un futuro studio su ragazze che mostrò come la preoccupazione del peso predice l’inizio dei sintomi dei disordini alimentari. Inoltre, studi hanno correlato l’insoddisfazione corporea a sintomatologie depressive tra i ragazzi e gli adolescenti. Questi dati indicano che i fattori di rischio per i disturbi alimentari e la depressione, specialmente l’insoddisfazione corporea, possono essere acquisiti presto nell’infanzia .
Sebbene gli uomini generalmente sono più soddisfatti con i loro corpi delle donne, essi non sono immuni dalle preoccupazioni circa l’immagine corporea. Approssimativamente il 95% degli uomini in età da college intervistati da Mishkind e al. espressero insoddisfazione con alcuni aspetti dei loro corpi. In uno studio di Parks e al., l’83% degli atleti riportarono insoddisfazione con il loro peso attuale, con l’80% di calciatori e il 43% di corridori di corsa campestre che volevano aumentare di peso, e il 15% di calciatori e il 20% di corridori di corsa campestre che volevano perdere peso. Gli adolescenti maschi in entrambi i gruppi volevano essere più alti .
Uno studio ha dimostrato che le immagini dei mass media dell’ideale di bellezza femminile ha un effetto immediato sugli stati d’umore delle donne. Le donne si sentono arrabbiate e hanno un umore depresso più grande dopo aver visto le immagine dell’ideale magro. Questo cambiamento era osservato in seguito a sole 20 di tali immagini; ci sono molte più immagini in una singola pubblicazione di ogni numero di riviste moderne per donne. Questo studio sostiene le precedenti conclusioni che suggeriscono che queste immagini hanno un effetto nocivo sulle donne e possono giocare un ruolo negli episodi di disordine alimentare in risposta agli stati d’umore negativi  .
Tra i culturisti più di altri atleti il disturbo dell’immagine del corpo “disordine dismorfico del corpo” (BDD) è stato riscontrato più di frequente. Il disordine è caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione con una non esistente o leggero difetto nell’aspetto del corpo, di solito riguardante una particolare parte del corpo come il viso, la pelle, o il naso .
 In base ai risultati di diversi studi riguardanti interviste con culturisti uomini e donne, Pope e al. identificarono la dismorfia muscolare come una forma di BDD caratterizzata da preoccupazione patologica con il grado di muscolosità. La caratteristica essenziale della dismorfia muscolare è una preoccupazione cronica con il non essere sufficientemente muscolosi. I ricercatori anche riscontrarono che l’uso di steroidi anabolizzanti era comune tra i culturisti esibenti le caratteristiche della dismorfia muscolare, particolarmente uomini.
Uno studio di Blouin e Goldfield comparò l’immagine del corpo e l’uso di steroidi tra maschi culturisti, podisti, e praticanti del tae kwon do. I ricercatori riscontrarono che i culturisti erano significativamente  più propensi di altri atleti a riportare un insoddisfazione del corpo. L’uso di steroidi era più frequente tra i culturisti competitivi che tra quelli che lo facevano a fini ricreativi. Lo studio concluse che i culturisti maschi, particolarmente culturisti competitivi, possono essere a rischio per “sviluppo di pratiche comportamentali di alto rischio con un apparente scopo di modificare il loro corpo a causa di aspettative sociali e personali” 
Hilde Bruch (1962) è ritenuto essere il primo a riconoscere le esperienze disfunzionali di immagine del corpo come una caratteristica centrale dei disordini alimentari, particolarmente l’anoressia nervosa. Tra i criteri diagnostici per l’anoressia nervosa nella 4^ ed. del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali (DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994) sono “una paura intensa di aumentare peso o diventare grassi” e “disturbo nel modo nel quale il peso e la forma del proprio corpo è sperimentata, eccessiva influenza dell’autovalutazione del peso e forma del corpo”. I criteri per la bulimia nervosa similmente include la condizione necessaria che “l’autovalutazione è eccessivamente influenzata dalla forma e peso del corpo”. Decine di indagini hanno rivelato associazioni tra disturbi dell’immagine del corpo e problematiche di comportamenti e attitudini alimentari. Non solo c’è evidenza che le esperienze di immagine corporea predicono la gravità delle problematiche alimentari, studi successivi e strutturali anche indicano i disturbi dell’immagine corporea come precursori dei disordini alimentari. Come Bruch (1962) all’inizio sostenne, il miglioramento dell’immagine distorta è necessario per l’effettivo trattamento dei disordini alimentari .
Come è il caso riguardante le ricerche sull’associazione tra l’ideale del corpo magro e i disordini alimentari tra le donne, l’ideale del maschio muscoloso nei mass media può essere visto come un fattore di rischio socioculturale per l’insoddisfazione del corpo e i comportamenti dannosi di controllo del peso tra gli adolescenti maschi. Alcuni gruppi di adolescenti maschi, come i culturisti e i calciatori, possono essere particolarmente a rischio .
Olivardia e al. condussero il primo studio controllato sulla dismorfia muscolare. Intervistarono 24 uomini con dismorfia muscolare e 30 lottatori normali reclutati nelle palestre di Boston e trovarono che i primi differivano fortemente dal gruppo di controllo in molte misure, incluse l’insoddisfazione corporea e la prevalenza dell’uso di steroidi anabolizzanti.
Tra i 24 uomini con dismorfia muscolare, dodici (50%) riportarono che passavano più di 3 ore al giorno pensando alla loro muscolosità. Quattordici (58%) riportarono “moderato” o “severo” evitamento di attività, posti, e persone a causa del loro difetto di percezione del corpo. Tredici (54%) riportarono “poco” o “nessun” controllo sui loro regimi compulsivi di dieta e di sollevamento pesi.
Undici (46%) dei 24 uomini con dismorfia muscolare ma solo due (7%) degli uomini normali a confronto riportarono di usare steroidi – una differenza significativa.
Le domande relative all’immagine del corpo e al comportamento circa l’attività fisica permisero di rilevare alcune differenze drammatiche tra il gruppo con dismorfia muscolare e quello normale di controllo. Specificatamente, alla domanda “Mi piace realmente il mio corpo”, 12 (52%) dei soggetti con dismorfia muscolare rispetto a sei (20%) dei soggetti normali di controllo risposero “non sono d’accordo”. Delle cinque opzioni in risposta a “quanto sei insoddisfatto per come è sproporzionato il tuo corpo?”, 11 (46%) dei soggetti con dismorfia muscolare rispetto a tre (10%) dei soggetti di controllo risposero “totalmente” o “per lo più” insoddisfatto. Simili risposte furono osservate per le domande “quanto grasso ti senti?” e “quanto a disagio ti sentiresti se non puoi fare attività fisica per un fine settimana?”.
Tra gli studenti di college femminili, Joiner, Wonderlich, Metalsky, e Schmidt (1995) riscontrarono che i livelli correnti di depressione e bulimia erano ognuno correlati all’insoddisfazione riportata. Essi riscontrarono che la depressione era un predittore significativo di insoddisfazione del corpo soprattutto oltre che della presenza di bulimia. Joiner e al. (1995) conclusero: “almeno, i risultati suggeriscono che l’insoddisfazione corporea è indipendentemente associata con sintomi depressivi e di bulimia. Al massimo, i risultati possono indicare che l’insoddisfazione corporea è più una caratteristica di depressione o di una sindrome mista bulimia-depressione che di pura bulimia”.
Uno dei criteri diagnostici per l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa è un elevata preoccupazione con la forma del corpo e l’aumento di peso, a volte etichettata “timore del grasso” o “bisogno di magrezza”. Stice (1994) ipotizzò che l’internalizzazione della pressione sociale di essere magri era un precursore dell’insoddisfazione corporea, la quale poi conduce a un affetto negativo e, potenzialmente, alla bulimia .

Dott. Matteo SIMONE

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