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10 Lug, 2007

Ilaria Bianchi: “Cannibale” sì, dopata no

Scritto da Ufficio stampa Brooks Italy 

Sul numero di luglio di una rivista di podismo è apparso un articolo dove viene criticato il comportamento di Ilaria Bianchi alla Corriprimavera di Livorno dello scorso 3 giugno. La Bianchi corse sia la gara valida come Campionato Italiano Fidal Master, sia quella riservata agli amatori, vincendole entrambe. L’atleta toscana è definita nell’articolo “cannibale”, aggettivo con il quale venne soprannominato il campione belga di ciclismo Eddie Merckx, per la sua smania di vincere e non lasciare niente agli avversari.

“Certe affermazioni sul mio conto non sono vere e mi feriscono –scrive la Bianchi sul sito brooksrunning.it- per cui sento il bisogno di replicare con sincerità. Il mio programma di allenamento prevedeva 2X10.000, il primo a 3’30” e il secondo a 3’40”, e cosa di meglio della gara di Livorno, dove erano previste due partenze che calzavano alla perfezione con il mio programma? Non immaginavo di vincerle entrambe, ma poi questa può essere considerata una colpa?”

Nell’articolo viene anche stigmatizzata la condotta dell’allenatore Bruno Ceccarini, reo di aver affiancato l’atleta in bicicletta durante la competizione.
“Anche la seconda donna aveva al seguito l’allenatore in bicicletta –continua la Bianchi- ma nessuno ha detto nulla. Avere qualcuno al proprio fianco non credo sia determinante ai fini della prestazione; non è più “grave” invece avere degli uomini che ti fanno da lepre durante le competizioni? Io non ho mai avuto lepri e, su otto maratone che ho corso, quattro le ho corse in solitaria”.

Ma Ilaria Bianchi non si limita a rispondere alle critiche riguardanti la prestazione livornese e va oltre, estendendo il suo “outing” alle voci maligne che la vorrebbero “non pulita”. “Non faccio uso di doping –dichiara la maratoneta- e uso solamente integratori che mi forniscono le due ditte di cui sono testimonial: Inkospor e Cellfood. Qualsiasi comportamento antisportivo va contro la mia filosofia di vita: non potrei guardare negli occhi le mie figlie sapendo di aver ingannato gli altri, ma soprattutto me stessa”.

Uno sfogo amaro ma sincero quello di Ilaria Bianchi, che rivendica il suo ruolo di atleta non professionista che, con grandi sacrifici, riesce a ritagliarsi del tempo da dedicare alla sua passione sportiva. “Queste mie parole spero siano servite a chi non mi conosce ancora bene –conclude la Bianchi- o mi ha sempre giudicato in maniera superficiale. Chi invece mi conosce non ha bisogno di leggere neppure un rigo di tutto ciò”.

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