Categorie
CS Maratona di Roma: presentato Richard Whitehead, il Pistorius della maratona
Presentato oggi al Sofitel Luxury Hotel, Media Center della XIV Maratona della Città di Roma, Richard Whitehead: il Pistorius della maratona.
Enrico Castrucci, presidente della Maratona di Roma
“La Maratona di Roma da oltre 14 anni porta avanti una missione: dimostrare che lo sport non ha barriere e che Roma è la città dell’accoglienza, aperta a tutti, senza discriminazioni di alcun tipo.
La presenza di Richard Whitehead nella capitale rappresenta proprio questo spirito.”

Richard Whitehead
“Il mio primo approccio con l’Italia è stato nel 2006, quando ho partecipato alle olimpiadi paralimpiche di Torino. Sono rimasto talmente colpito dal calore del pubblico italiano che ho deciso di partecipare alla
Maratona di Roma, una gara che ormai è entrata a far parte del novero delle competizioni più importanti di livello internazionale.
Spesso mi chiedono come mai abbia iniziato a correre: quello che mi spinge ad affrontare i 42km della maratona è la voglia di superare i miei limiti e sfidare non solo me stesso, ma anche i pregiudizi che accompagnano qualsiasi atleta disabile. Attualmente mi sto allenando con la nazionale inglese paralimpica di pallavolo, con la speranza di riuscire a partecipare alle olimpiadi paralimpiche del 2012 di Londra, dove sono sicuro che avremmo buone possibilità di guadagnare l’oro. Del resto sono convinto che lo sport e la corsa siano un modo per avvicinare i disabili all’agonismo e cercare di dimostrare che niente è impossibile.
Sono nato senza gambe e indosso le protesi da quando ho 4 anni. Si tratta di protesi diverse rispetto a quelle di Pistorius, perchè le mie hanno dei chiodini nella parte finale e non mi permettono di curvare il piede.
Proprio per questo motivo, spesso alla partenza delle maratone mi capita di perdere l’equilibrio, spinto dalle migliaia di atleti che nella confusione mi urtano involontariamente.
La difficoltà maggiore nel correre con le protesi deriva dal grande dispendio di energie, fisiche e mentali, necessario per muovere le bande metalliche. Ma credo che sul percorso della Maratona di Roma mi troverò a mio agio e nemmeno la presenza dei sampietrini mi spaventa: dopotutto recentemente ho corso in Sudafrica e sul Kilimangiario, dove di certo le
condizioni atmosferiche non erano delle migliori. Proprio a Roma, anzi, spero di riuscire a battere il mio record personale e dimostrare ancora una volta che anche i disabili possono essere grandi atleti e campioni, nello sport così come nella vita.”










